TERRACINA
Cenni storici
Terracina-Anxur-Terracina : la triplice denominazione e' rivelatrice dlle successive sfere d'influenza etrusca,volsca e romana. La posizione intermedia tra Etruria e Campania ne determina la storia antica e recente. La Roma etruscizzata dai Tarquini nel sec. VI a.C. estese la sua influenza sulla costa laziale dal Tevere fino a Terracina.La crisi espansionistica romana a partire dalla fine del VI sec. a.C. lascio' campo libero al popolo dei Volsci che l'occuparono per quasi due secoli e le cambiarono il nome in Anxur. I Romani vi stabilirono poi una colonia nel 329 a.C. e divisero in centurie i terreni pianeggianti affidandone due jugeri ciascuno a 300 coloni. Nel 312 a.C. Appio Claudio tracciava la via Appia che apriva finalmente lo scambio culturale e commerciale verso la Campania. Le trasformazioni urbanistiche della citta' romana si accentrarono attorno a due periodi:eta' Sillana ,primi decenni del I sec. a.C.,con opere in opus incertum e reticulatum (teatro mura che collegano il complesso monumentale di Monte S.Angelo,tempio di Giove Capitolium); ed eta' imperiale I e II sec. d.C. (Foro Emiliano, taglio della rupe di Pisco Montano, nuovo porto Traianeo). La citta' segue il tracollo romano. Le incursioni barbariche del V sec. inducono gli abitanti al ripristino delle mura, i cui camminamenti di ronda sono ancora oggi percorribili. Malgrado i tentavi di Teodorico di tenerla agibile l'Appia decade, s'impantana e con essa anche Terracina, fino al XI sec. quando papa Gregorio VII erige la citta' a libero comune e apre al culto la nuova Cattedrale. Dal XII al XVI sec. si succedono tentativi di infeudazioni da parte di famiglie nobili laziali e del Regno di Napoli. Dal XVI sec. la citta' torna stabilmente allo Stato Pontificio, mentre l'espandersi della palude e della malaria, insieme alle incursioni barbaresche dal mare, riducono al minimo gli abitanti. Per assistere alla sua ripresa, bisognera' attenderela fine del '700, quando papa Pio VI intraprende una grande opera di bonifica che fa rinascere la via Appia e la citta'. Nasce il Borgo Pio. L'espansione edilizia della costa e della collina e' storia recente legata alla ricostruzione post-bellica. Fino al 1870 Terracina e' stata la citta' di confine dello Stato Pontificio.
Come si presenta oggi

La citta' e' attraversata dalla via Appia (via Roma) che ricalca in gran parte la via Appia Traianea, frutto della variante apportata nell'anno 112 d.C.Il primo monumento che si incontra e' la Chiesa del S.S. Salvatore, grandioso edificio neoclassico nel Borgo Pio, riprogettato su precedente idea del Valadier,dell'architetto Andrea Sarti nel 1845.Vi si conserva un bel gruppo marmoreo raffigurante la Pieta',opera di Cincinnato Baruzzi, allievo del Canova.Di fronte alla Chiesa si apre il cosiddetto semicircolo, la piazza Garibaldi, nella quale si erge il monumento ai Caduti opera di Duilio Cambellotti.Ci si trova nel borgo Pio il quartiere riportato a vita nuova da Pio VI sul finire del Settecento.La via Roma costituisce il decumano della citta' moderna.Piazza della Repubblica e Piazza Garibaldi costituiscono aree di grande respiro, attraverso le quali si raggiunge la vista del mare e la spiaggetta orientale.Ci troviamo di fronte al porto nuovo, nato in parte sui resti di quello fatto costruire da Traiano e che oggi e' interrato.Verso il monte, invece, si puo' scorgere un tratto dell'Appia Traianea, lungo alcune decine di metri ancora integro nel basolato nero, guardando attraverso un finestrone ovale, nella Villa Salvini, dalla via che dalla Piazza della Repubblica conduce a Porta Napoletana.Questa prende il nome dal suo orientamento.A poca distanza si scorge Pisco Montano, imponente rupe di 83 mt, a guardia della citta' che fu tagliata dai Romani per consentire il passaggio litoraneo dell'Appia, evitando cosi' i monti.